20.11.2012
La nuova Costa Smeralda nasce fra le stanze dorate del palazzo dell'emiro Al Thani, nel cuore della capitale del Qatar. Lo skyline del borgo di Porto Cervo in versione qatarina scorre davanti agli occhi della delegazione italo-sarda in missione a Doha, con il premier Mario Monti, il governatore Ugo Cappellacci, i sindaci di Arzachena, Alberto Ragnedda e Olbia, Gianni Giovannelli. Con un investimento di un miliardo di euro il Fondo sovrano del Qatar intende dare una seconda vita a Porto Cervo, senza alterare le sue origini architettoniche né la bellezza del paesaggio che l'ha reso un mito. Il Qatar scopre il suo master plan a cinque mesi dall'acquisto della Costa Smeralda per 600milioni di euro, mini per i volumi, maxi per la cifra dell'investimento, un miliardo di euro. Un piano di lungo periodo, in cui i metri cubi vengono concepiti come uno degli elementi del progetto di rilancio turistico del villaggio dei vip che andrà di pari passo con un potenziamento dei trasporti aerei firmati Qatar Airways. Un master plan di circa 400mila metri cubi, con volumi che in parte verranno usati per completare e aggiungere nuove stelle ai quattro hotel storici di Porto Cervo, in parte per realizzarne di nuovi, almeno due, altri per costruire residenze. Più servizi e parchi nell'entroterra di Arzachena. Mattoni che dovranno essere mimetizzati fra macchia mediterranea e graniti. È il primo ministro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Jassim al Thani, a insistere sul valore ambientale dell'investimento in Costa nel lungo faccia a faccia con la delegazione con i quattro mori. «Il mio sogno è sviluppare questi nuovi volumi in modo che non si vedano dal mare», dice. Musica divina per le orecchie del sindaco Alberto Ragnedda che sin dai primi contatti con i vertici del Qatar aveva spiegato la condizione su cui non sarebbe mai sceso a compromessi, il rispetto dell'ambiente. E nella definizione del piano della nuova Costa Smeralda le indicazioni arrivate dal Comune sembrano essere state recepite. Per il momento si tratta solo di un progetto, con volumi virtuali, che prima di diventare certi dovranno passare attraverso l'analisi dei tecnici comunali. Il fondo del Qatar è pronto a spendere subito i suoi petrodollari, nel rispetto delle leggi regionali e comunali. Ma chiede certezze nei tempi e nelle regole alle istituzioni sarde. «Già a partire dalla prossima settimana – ha spiegato il presidente Cappellacci – intendiamo entrare nella fase operativa, attraverso incontri tecnici finalizzati a definire la cornice degli interventi, per poi entrate nel merito delle singole opportunità di investimento e comporre un piano strategico complessivo». Soddisfatto il sindaco di Arzachena, Alberto Ragnedda che resta vago sui dettagli del piano di sviluppo Smeraldo almeno fino al rientro ad Arzachena, dopo che avrà illustrato il progetto alla sua maggioranza. «Sono soddisfatto per la serietà dell'interlocutore – commenta –. La sensazione che ho avuto è avere davanti investitori seri, di lungo termine, interessati a tutelare il patrimonio ambientale, di tradizione e valori della nostra terra. Non speculatori mordi e fuggi. Di fronte a questa serietà è necessaria una forte intesa fra Comune e Regione. Entrambi svolgono un ruolo fondamentale nella costruzione delle garanzie di una ritorno al benessere diffuso e di ricadute di lungo termine per la comunità sarda e gallurese». Entusiasta il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli. «Il Qatar ha in mente un progetto complesso, di lungo periodo, che non punta solo al settore del turismo del lusso, ma anche al turismo delle famiglie e a quello congressuale. Un investimento da fare nel rispetto dell'ambiente, con una ipotesi edificatoria risibile se paragonata al miliardo di euro di investimenti».
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